venerdì 23 maggio 2014

Questa mattina mi sono svegliata alle due di notte.


Questa mattina mi sono svegliata alle due di notte. Che è un po' un ossimoro, lo riconosco. Ma non è nulla in confronto a tutto il resto che mi ha portato questa strana notte.
Dunque, dicevo, mi sono svegliata, ho provato a riaddormentarmi, mi sono rigirata nel letto più e più volte, ho guardato le email, ho giocato a bubbles, ho svegliato mio marito con le domande più bizzarre (lui mi ha amato molto meno del solito per questo) e poi mi sono rassegnata.
Quindi mi sono alzata e ho fatto la cosa più saggia che si può fare in questi casi: mi sono mangiata una zuppa di patate.
Alle tre del mattino.
Sembrava una buona idea, dice "mettiti qualcosa di caldo nello stomaco" non pensavo facesse differenza, se un tea, una camomilla o una zuppa. Invece il mio stomaco ha decisamente notato la differenza e deve aver pensato: questa sta più fuori de solito!
E in effetti come dargli torto?
Sono piuttosto agitata, emozionata e inarrestabilmente su di giri.
Non si tratta di ansia negativa, però. Questa è al grande novità, a sto giro è semplice felicità.
E tale gioia mi deriva dal fatto che c'è un piccolo esserino che dorme tra me e mio marito e quella testolina, testona, piena di ricci e pochi capricci, pare davvero essere mio figlio. Senza più nessuna ombra di dubbio.
E quindi riflettevo su quanto sono fortunata ad aver sofferto così tanto prima che il nostro desiderio diventasse realtà.
Poi notavo quanto era assurdo e tragicamente vero questo pensiero.
Quando in fondo avesse ragione quel saggio che ha detto che il dolore non va demonizzato, perchè serve a farti apprezzare meglio la gioia.
Come sia in fondo un bene che quello che per molti è un sogno piccolo e di facie realizzazione per me sia diventato IL SOGNO più grande e difficile.
Così adesso la notte non solo non dormo quando il sogno in carne ed ossa ha fame, freddo o prurito. Ora non dormo nemmeno per potermelo guardare il più a lungo possibile.
Mi sono resa conto di quanta ricchezza* ha portato questo cammino tortuoso, pieno di colpi di scena, rovinose cadute, valli di lacrime e indomita forza di volontà.
La ricchezza di mani tese, pacche sue spalle, storie simili o lontanissime ma che trovano comunque e sempre un comune denominatore, si fanno compagnia e maturano insieme. 
Dopo tutte queste disquisizioni alla fine la corte ha deliberato: è arrivato il momento di dare dopo aver ricevuto così tanto.
Visto e considerato che raccontare mi piace e non mi riesce poi nemmeno così male ho pensato che se a qualcuno tra voi potesse interessare,  nei prossimi giorni, settimane, va be' sarò realista MESI su questo blog potrei raccontare la nostra storia.
Mi piacerebbe poter aiutare qualcuno a trovare le risposte che cerca. A leggersi dentro, a tenere duro o a cambiare strada. Esattamente come è successo a me ormai due anni fa.
Vorrei davvero sapere cosa ne pensate, se c'è ancora qualcuno là fuori che vuol rispondere.
In caso contrario continuerò a raccontare della nostra vita di famiglia Confuso a Nyc!

Ah a proposito! Domenica qui si va in vacanza in tre per a prima vota, speriamo di non fare troppi danni, pensatemi!



*nel mio blog roll di amici ne ho aggiunto uno nuovo di una persona speciale che ho conosciuto durante questa salita e che rispecchia bene l'idea.


domenica 11 maggio 2014

Auguri alle mamme



Tanti auguri alle mamme distratte, confuse e un po' matte! 
Buona festa a chi va al lavoro, a chi sta a casa e a chi va avanti come un toro. 
Tanti auguri a quelle che hanno sbagliato, sofferto e perdonato. 
Sopratutto se stesse. E a quelle che non provarci nemmeno a farle fesse. 
Tanti auguri alle mamme felici e a quelle che per sembrarlo si improvvisano attrici. 
Tanti auguri alle mamme novelle, agitate e a quelle che vorrebbero essere più belle. 
Auguri a chi ha adottato, partorito o solo fatto un calcolo sbagliato.
Auguri alle mie sorelle che sono due mamme grandiose, anche se io le chiamo "telle"! 
Evviva le mamme sbagliate, quelle buffe e innamorate. 
Auguri a chi ogni giorno fa fatica, ma per fortuna ha una mamma per amica. 
Buona festa alle mamme serene, a quelle apprensive e a quelle con troppe pene. 
Un abbraccio a quelle che lo vorrebbero diventare, ma hanno una salita da affrontare.
Un brindisi alle mamme che sanno amare e a quelle che "il motorino te lo puoi scordare!" 
Tanti auguri alla mia, che se non ci fosse non avrei più una via. 
Tanti auguri alle mamme in attesa, sopratutto a quelle che la vivono tesa. 
Buona festa a chi non molla, a chi é sola o in mezzo ad una folla. 
Vorrei che fosse davvero un giorno speciale per ogni mamma mondiale


La fusa vuole tanto bene alle mamme!

mercoledì 30 aprile 2014

Dica 33


"E' che adesso ho un figlio piccolo"
Me lo ripetevo ogni volta che arrivavo in cima alle scale e mi mancava il fiato. Ogni volta che la sera mi mettevo a letto alle nove, stremata. Ogni mattina che mi svegliavo più stanca di quando ero andata a dormire.
Lui, il bambino piccolo, soffre di una severa forma di eczema e bisogna idratarlo tre volte al giorno, bisogna rimanere vigili notte e giorno onde evitare che si graffi.
Ma lui è comunque sempre più veloce di me e così mi capita di ritrovarlo ricoperto di sangue fino ai gomiti, per una distrazione di due minuti. La prima volta che l'ho trovato così nel suo lettino stavo per svenire. 
Mi è mancato il respiro.
Mi continuavo a ripetere che era normale, comprensibile. Poi ho cominciato a dovermi sedere tra una passata di aspirapolvere sul tappeto e una in cucina.
No, non è normale.
Allora sono andata dal dottore.

venerdì 11 aprile 2014

Chi non si somiglia, si piglia (non necessariamente a mazzate)


La foto più brutta degli ultimi 20 anni.
Due anni fa di questi tempi stavo cercando la statua di Gandhi a Union square. Io ci ero stata già una decina di volte in quel posto, avevo passeggiato per il green market, mangiato un panino al secondo piano di Whole foods, comprato un libro da Barnes & Noble e sorseggiato un salted caramel mocha da Starbucks, ma la statua del buon vecchietto non l'avevo mai notata.
Pensai che la persona che mi aveva dato un appuntamento proprio lì doveva essere piuttosto particolare, fuori dagli schemi e con una visione inusuale e affascinate delle cose.
In effetti molto si intuiva già dalla prima email che mi aveva inviato:
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