mercoledì 19 novembre 2014

One


Un anno che mi sveglio con il sorriso,
talvolta con i tuoi piedi in faccia, talvolta all'improvviso.
Un anno che studio i tuoi occhi,  il tuo naso e le tue mani
e provo ad indovinare come sarai domani.
Un anno che che con dovizia cerco la spiegazione
di come la tua testa si incastri con il mio collo alla perfezione.
Un anno che mi ha insegnato che la medaglia non ha sempre due facce,
perchè con i tuoi scherzi, espressioni e boccacce
io adesso riesco a trovare il buono
quando prima sarebbe stato solo dolore e frastuono.
Un anno che sento il tuo profumo
che non è sempre buono, ma è meglio che riassumo.
Un anno che ogni giorno ho bisogno di chiamare Alice
per chiederle se è tutto normale, se anche lei è così felice.
Un anno così pieno e straboccante di amore
che a tratti, lo confesso, mi scoppia il cuore
e non mi importa se è banale la rima
ma io non vorrei mai la mia vita di prima
perchè va bene le notti insonni, i casini e la fatica
ma questa di adesso è molto più fica
perchè ci sei tu che riempi le mie giornate
con le tue scoperte, i gridolini e le bravate.
Per dimostrare che non sono una madre dall'affetto accecata
voglio che una cosa sia con chiarezza affermata:
ovviamente non sei il bambino migliore del mondo
sei solo perfetto a tutto tondo
:)
buon compleanno bambino speciale
dalla tua mamma per niente normale

giovedì 6 novembre 2014

Il latte versato


Alle volte basta solo guardare oltre ciò che ci si è messo davanti
Sono stata travolta dagli eventi. Un destino nemmeno insolito, ma molesto. Io che mi fregio di essere quasi maniacale nell'immaginarmi tutti gli scenari possibili, io che indosso spesso la maschera del pessimista per non farmi trovare impreparata dal peggio, finisco invece per rimanere spiazzata dal più imprevedibile degli imprevisti. Odio gli imprevisti, lo già detto, ma lo ripeto. Eppure, come è naturale che sia, mi capitano di continuo, ma non imparo la lezione. No, no! Io provo invece ad essere ancora più cervellotica, ad allargare il numero di variabili da tenere sotto controllo. Tutta Fatica Inutile.

lunedì 22 settembre 2014

3- Nessuna risposta


Provai a tornare felice, tentai di essere positiva e ad ignorare le mie ansie. A credere che la vita fosse bellissima
Lo fu per altri due giorni, poi cominciarono le contrazioni.
Non appena vidi il sangue, presi il telefono e chiamai mia madre. Era in macchina e il telefono era in vivavoce. Non ricordo cosa le dissi io, ne cosa mi rispose lei, ma rammento perfettamente i singhiozzi di mia sorella in sottofondo. Il suo pianto soffocato era il mio che stava per esplodere. Non c'erano più dubbi stava davvero succedendo. La mia parte razionale stava già elaborando la cosa, ma il mio cuore, lui no! Quell'idiota continuava a sperare. E così siamo volati al pronto soccorso.

giovedì 18 settembre 2014

2- La Paura


La felicità si alternava ai sensi di colpa, in quei giorni. Un velo sottile di dispiacere per essere entrata a far parte del gruppo dei fortunati, mi faceva compagnia costantemente. Non sono avvezza alle botte di culo, perdonate la franchezza. Non ebbi, comunque, il tempo di abituarmi a stare dall'altra parte della barricata perchè presto sia la gioia che l'inadeguatezza mi abbandonarono e caddi preda della bestia più feroce che esista: la paura.
La paura mi divorava, il timore di perdere il bambino che portavo in grembo era lacerante e straziante. Un mattino mi svegliai molto presto, ero pallida in volto e tersa di sudore. Avevo pianto anche, non capivo se fosse stato un incubo, una premonizione o che altro. Scossi il braccio di lui e gli dissi:. 
«Il bambino non sta bene, credo che sia morto»
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